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Un’amica a {Petit} Pois, fortunato chi ce l’ha!

Ciao, è con immensa gioia che posso finalmente postare l’intervista alla mia amica Clara aka Petit Pois Rose. Non vedevo l’ora che tutti gli astri si congiungessero per poterla pubblicare. Era da tempo che volevo farlo, ma ero in attesa che la sua casa apparisse sulla rivista Casa Facile. Eh si, io sono amica della proprietaria di LEI: la casa in copertina su Casa Facile di maggio! Clara è stata così gentile a cedermi sia questa intervista in esclusiva e, soprattutto, le foto della sua splendida casa. Non trovo le parole adatte per ringraziarla. Posso urlare: un’amica a {petit} pois, fortunato chi ce l’ha!

{A} – Ciao Clara, davanti alle foto della tua splendida casa apparse su Casa Facile una domanda rimbalza nel cervellino di noi comuni mortali: qual’è la tua stanza/angolo preferita/o? Io avrei l’imbarazzo della scelta! ( mi prenderei anche i gatti se potessi!)

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{C} – Ciao Anto, sono felice di averti resa felice ( gioco di parole che ci sta tutto!). La mia stanza preferita non è una vera è propria stanza, perchè vivendo in un open space abbiamo davvero pochissime porte e di conseguenza ambienti chiusi.

Diciamo che il posto dove amo di più stare è la cucina. Mi piace perché l’ho progettata io. Ho scelto tutto, dall’arredo a come gestire spazio e elettrodomestici. L’isola è la mia parte preferita. Adoro mangiare sugli sgabelli con la finestra aperta e guardare fuori. In più affacciamo su di un parco perciò la visuale è molto verde e soprattutto calma. Mi dà pace. quando ho un po’ di tempo mi metto con lo sgabello alla finestra e sorseggio un caffè o un té con i gatti sul davanzale che annussano l’aria.

 

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Un’altra cosa che mi piace molto della mia cucina sono le mensole in metallo, fatte su misura da un mio caro amico fabbro. Sfruttando le nicchie nel muro, dove una volta poggiavano le assi del tetto del fienile abbiamo ricavato un sacco di mensole. e scomparti, con tutti i barattoli a vista.

{A} – Perchè hai deciso di investire il tuo denaro in quello che all’apparenza era un rudere?
 
{C} – Quando il mio compagno mi ha proposto di fare questo passo, di cercare una nuova casa, abbiamo iniziato a sognare e a pensare quanto ci sarebbe piaciuto vivere in un vecchio magazzino o fienile (vivendo in campagna qui intorno ce ne sono molti). Per trovarla abbiamo cercato per un anno e mezzo. Per prima cosa abbiamo iniziato a guardare case vecchie, da ristrutturare come prima scelta, case degli anni 30-50, perché queste case hanno metrature ampie e soprattutto gli spazi sono studiati per viverci bene, mentre quelle più moderne e attuali sono delle scatole, e spesso gli spazi sono disposti male. Dopo aver visto un sacco di case e appartamenti, continuava a tornare il pallino del loft. Così abbiamo iniziato a cercare per tutta la Lombardia capannoni e altri stabili da recuperare.
Appena abbiamo visto questa è stato amore. Entrati tutti vedevano una vecchia casa marcia e un ricovero per piccioni. Noi abbiamo visto sparire tutto pian piano e abbiamo immaginato l’ingresso, la zona living e la zona lavoro.
( ndr dai un’occhiata alle foto qui sotto, immagina che siano il “mentre” e ora e sono sicura che hai bene in mente di PRIMA orribile io stia parlando!)
Eravamo felicissimi di averla trovata, come volevamo noi. Prima di prenderla però ci siamo messi subito alla ricerca di imprese e preventivi, perché il budget era limitato e dovevamo rimanere in quel limite. Devo dire che il periodo di crisi ha aiutato molto, perché in pochissimi si lanciano in queste imprese e siamo riusciti a trovare dei prezzi ottimi per lavori fatti altrettanto bene. una volta avuta la sicurezza di poter procedere non ci siamo fatti sfuggire l’occasione.
{A} – La tua casa ha uno stile eclettico e molto “Petit Pois Rose”. Puoi svelarci il tuo segreto? Darci qualche dritta? Pendiamo tutti dalle tue labbra sorridenti! Dicci, dicci!
{C} – Per l’arredo siamo andati un po’ al momento.
L’unica cosa fatta su misura e con un certo investimento è stata la cucina. Su quella non abbiamo voluto lesinare. E’ una delle parti più importanti della casa e anche una delle prime cose che si vedono salendo dalle scale, così ci siamo affidati a un negozio specializzato.
Per i mobili che invece andavano più “consumati” e vissuti, perciò lasciati un po’ in pasto ai gatti, a noi e ai nostri amici abbiamo scelto Ikea e catene più economiche, in modo da poter fare un cambio in futuro senza troppi dubbi o vincoli.
Per altre cose, come le lampade, un divanetto da lettura, tavolini e altro ci affidiamo alla ricerca e ai mercatini dell’usato. Per fortuna nel nostro paesino minuscolo ce n’è uno proprio vicino a casa e spesso ci facciamo un salto. Molte cose le ho prese da un amico che tratta vintage e ha un ottimo gusto ed è bravo anche nella ricerca di pezzi particolari (ManaMana Vintage). Spesso mi appoggio anche a Subito.it ho trovato un sacco di cose interessanti (come il divanetto verde dell’angolo lettura).
Ora stiamo studiando come fare da noi l’armadio… vediamo cosa ne esce!
{A} – Che cosa si prova a vedere arrivare in casa un team composto da fotografi professionisti, stylist? Che cosa hai visto ed imparato in quelle ore? ( n.r.d. è il mio sogno proibito!)
{C} – Quando sono arrivate le stylist e il fotografo è stato emozionante e sopratutto vedere come hanno iniziato a spostare e sistemare gli oggetti. Una volta entrati e ambientati hanno iniziato a studiare come preparare la casa per lo styling. E’ bello vedere come delle persone estranee del tutto alla tua vita prendano confidenza con lo spazio e gli oggetti che fino a quel momento non hanno mai visto e li “mettono in posa”.
La cosa che mi fa più ridere è che io e il mio compagno siamo due collezionisti compulsivi, abbiamo la casa piena di ogni cosa. Da mille tipi di spezie e farine in cucina (colpa mia) a libri e pupazzi. Perciò loro hanno davvero fatto un ottimo lavoro e hanno svuotato e ripulito tutto per dare importanza all’ambiente e far risaltare solo alcuni elementi di arredo (come il frigo rosa o la planetaria).
La cosa che ricorderò per sempre è stato l’ “Everest in versione a pois”.  Essendo un open space non c’erano molti armadi dove mettere le cose, perciò hanno ammassato tutto dietro l’isola della cucina, ogni volta che volevamo cercare qualcosa o provavamo a girare attorno era impossibile, c’era il blocco di tutto quello che avevano spostato. Giravamo l’angolo e ogni volta era “Ah vero, c’è la roba, di qui non si passa!”
Tra l’altro ho trovato farine e altre cose sparse per tutti gli armadietti della cucina e del living (questi pochi che ci sono) per le due settimane successive. Aprivo un armadietto e trovavo per caso una confezione di cacao amaro o di farina di mais e mi dicevo” ecco dove’era finita!”. Divertentissimo!
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{A} – Grazie “Petittina” del mio cuore, come ultima domanda ti faccio una “non domanda”…parlaci delle tue passioni.
{C} – Le mie passioni sono infinite, e spesso vedo una cosa online e me ne innamoro. In generale il craft e il diy. Imparare nuove tecniche, dall’uncinetto ad attaccare la carta da parati, mi intrigano e appassionano tantissimo. Mi piace mettermi sempre in gioco e provare nuove idee e strumenti. Penso che per un lavoro come il  mi, creativo, avere il cervello diciamo “attivo” sia un ottimo allenamento. Aprire la mente a nuove esperienze e conoscenze, in qualsiasi campo è sempre un bene.
Ora vorrei provare a concentrarmi di più sull’illustrazione e tornare a disegnare di più. Non è facile, soprattutto perché se si smette, anche per poco tempo. Sembra una stupidata, ma si perde davvero la mano. Da quando ho ricominciato per Petit Pois Rose cerco di tenermi in allenamento costante, almeno ci provo!
E…grazie Cavolina per avermi intervistata.
p.s. l’autografo sulla rivista me lo farò fare il mese prossimo a Milano, intanto vado a fare un giro nello shop di Clara! 

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